PA: Cgil, Fp, FLC a Zangrillo tre questioni prioritarie salari, assunzioni, stabilizzazioni

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“Stiamo scontando – sottolineano Cgil nazionale e categorie – un grande ritardo nella sottoscrizione dei contratti, dovendo ancora chiudere la stagione 2019/2021. Abbiamo evidenziato la necessità di avere risorse per gli enti di ricerca non vigilati dal Mur e che venga emanato l’atto di indirizzo integrativo per la scuola, al fine di chiudere il contratto Istruzione, Università e Ricerca, oltre che accelerare i tavoli dei contratti delle aree della dirigenza”

“Abbiamo necessità da una parte di sviluppare i tratti più innovativi della recente contrattazione, dall’ordinamento professionale, allo smart working, alla formazione, alla valorizzazione delle relazioni sindacali come strumento per innovare la pubblica amministrazione e rispondere ai nuovi bisogni, dall’altra – aggiungono – di aumentare i salari, che devono rispondere alla necessità di recuperare la perdita del potere d’acquisto degli ultimi anni in una fase difficile anche per la crescita dell’inflazione”. 

“Inoltre – proseguono Cgil, Fp e FLC – occorrono nuove assunzioni, non è sufficiente, se non vogliamo continuare a rischiare la privatizzazione di settori decisivi per i diritti di cittadinanza, coprire con il turn over, serve un piano straordinario di assunzioni. Crediamo poi sia indispensabile: far scorrere le graduatorie, stabilizzare i precari ed insistere con procedure che consentano l’accelerazione delle prove selettive per assumere al più presto professionalità di cui oggi abbiamo bisogno”. 

Per Cgil, Fp e FLC: “Allo stesso tempo va contrastata la precarietà, in particolare in alcuni contesti: quelli del Pnrr, i tecnici del sud assunti a tempo determinato dai comuni, i precari del ministero della giustizia, quelli che da anni gestiscono i servizi di accoglienza del ministero dell’Interno. Anche alla luce delle numerose raccomandazioni europee, sarebbe opportuno fare un tavolo di confronto specifico nell’ambito del piano di assunzioni delle pubbliche amministrazioni con lo scopo di intervenire in un modo strutturale su quella che continua ad essere un’emergenza nonostante siano passati quasi venti anni dai primi processi di stabilizzazione degli anni 2000. In quest’ottica sarebbe utile la proroga dei requisiti della legge madia per tutti i comparti”.

“Su queste questioni ci aspettiamo possa qualificarsi il confronto proposto dal Ministro e possano soprattutto determinarsi risposte coerenti a questi obiettivi nelle scelte del Governo a partire dal Def”, concludono Cgil, Fp, FLC. 


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