Promozione nelle scuole della conoscenza dell’emigrazione italiana: audizione alla Camera

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Il giorno 28 novembre 2023, la FLC CGIL ha partecipato all’audizione informale presso la Commissione Cultura della Camera sulla proposta di legge n. 525 recante “Disposizioni per la promozione della conoscenza dell’emigrazione italiana nel quadro delle migrazioni contemporanee”. 

Il testo prevede che il Ministero dell’istruzione assuma l’emigrazione italiana come tema di un progetto nazionale da sviluppare nell’ambito dell’ordinaria programmazione scolastica.

Il Ministero dovrebbe provvedere a trasmettere agli istituti scolastici di ogni ordine e grado le linee generali del progetto da assumere, a decorrere dall’a.s. 2023/2024, all’atto della programmazione dell’offerta formativa definita per ciascun anno scolastico.

Le tematiche da sviluppare, attraverso un approccio metodologico laboratoriale e interdisciplinare, dovranno riguardare l’apprendimento dei diversi aspetti della storia dell’emigrazione italiana e dei fenomeni di nuova mobilità nel quadro delle tematiche relative alle migrazioni e la comparazione tra le diverse esperienze e culture di cui i migranti sono portatori, valorizzandone il patrimonio umano e storico.

È auspicato uno stretto raccordo con le iniziative di enti e associazioni impegnati nel campo delle migrazioni e il coinvolgimento diretto delle famiglie degli studenti.

Si prevede, infine, l’istituzione del premio nazionale “Migranti come noi”, riservato a classi e a istituti scolastici che si siano particolarmente distinti in tali attività.

Allo scopo, con successivo decreto del Ministero dell’Istruzione, saranno annualmente determinate le quote del Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa, da destinare al conseguimento delle finalità previste dalla nuova legge.

La posizione della FLC CGIL

Si ritiene improprio da parte del Parlamento intervenire nella definizione dei contenuti da sviluppare all’interno dei curricoli scolastici.

Nel corso dell’audizione abbiamo ricordato che le indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, le Indicazioni Nazionali per i Licei e le Linee guida per gli Istituti Tecnici e professionali rappresentano i quadri di riferimento per l’elaborazione del curricolo di scuola. Tali testi, in sostituzione dei vecchi “programmi ministeriali” e a differenza di questi, sono uno strumento non destinato a garantire l’uniformità contenutistica, ma a valorizzare l’autonomia didattica, organizzativa e di ricerca delle singole istituzioni scolastiche.

Compete alle scuole, dunque, la prerogativa di individuare contenuti disciplinari e metodologie didattiche, in coerenza con gli obiettivi e i traguardi previsti dalle Indicazioni nazionali e dalle Linee Guida che devono essere garantiti a tutte le alunne e a tutti gli alunni.

Abbiamo sottolineato infine che il Fondo a cui attingere, secondo il DDL, per la realizzazione del progetto è in realtà destinato per sua natura al miglioramento dell’offerta formativa, con l’obiettivo di potenziare la didattica inclusiva e garantire a tutte e a tutti il successo scolastico, non ad aggiungere una nuova materia di insegnamento.

Abbiamo quindi chiesto il ritiro della proposta.


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